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Dario Scarpello

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Rotto i coglioni degli esseri umani, in maniera irreversibile.

Draw your soul

~ 'cos life ain't a fairy tale ~
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July 17

Silent Hill

Arriverà mai il giorno, in cui questo passato apparterrà al passato
Non esiste nessuna pietà. Nessun perdono.

Bury all your secrets in my skin
Come away with innocence and leave me with my sins
The air around me still feels like a cage
And love is just a camouflage for what resembles rage again

So if you love me let me go
And run away before I know
My heart is just too dark to care
I can't destroy what isn't there

Deliver me into my fate
If I'm alone I cannot hate
I don't deserve to have you
Ooh, my smile was taken long ago
If I can change I hope I never know

I still press your letters to my lips
And cherish them in parts of me that savor every kiss
I couldn't face a life without your lights
But all of that was ripped apart when you refused to fight

So save your breath, I will not care
I think I made it very clear
You couldn't hate enough to love
Is that supposed to be enough?

I only wish you weren't my friend
Then I could hurt you in the end
I never claimed to be a saint
Ooh, my own was banished long ago
It took the death of hope to let you go

So break yourself against my stones
And spit your pity in my soul
You never needed any help
You sold me out to save yourself

And I won't listen to your shame
You ran away, you're all the same
Angels lie to keep control
Ooh, my love was punished long ago
If you still care don't ever let me know
If you still care don't ever let me know
January 13

fiamme

Fissare la legna che brucia può in effetti provocare sensazioni molto diverse in chi osserva. Questa propensione verso l’alto, questa incapacità di raggiungerlo, di elevarsi, così ben affrescata in Ghost in the Shell. I limiti della singolarità. I vantaggi dell’assenza dell’ego.
Alle fiamme dovrebbe essere data la libertà di essere nere, qualora lo desiderassero.
E probabilmente per chi crede è più facile trovare una motivazione valida al costante verticalismo che contraddistingue chi non si è ancora spento.
Il normale è rodato. Le sorprese che puoi aspettarti dalla normalità sono circoscritte, si trovano all’interno di una circonferenza che delinea con fredda e lucidissima perfezione il confine tra banalità e follia. Forse è come la morte, un confine che, una volta varcato, non ti permette più di porti il problema, non ti concede un raffronto fra ciò che sei e ciò che eri, fra ciò che volevi e ciò che hai ottenuto. Un passo che probabilmente non ci si rende nemmeno conto di compiere, convinti di trovarsi dall’altra parte per chissà quanto tempo ancora, certi di un’individualità che, silenziosamente, senza dirti nulla, si separa da ogni residuo di nobiltà che eri riuscito a preservare. E questo non lo vedi.
Perché hai odiato e disprezzato tutto il resto troppo a lungo, per poter vedere che adesso il resto sei tu. Sei diventato diverso, profondamente diverso da ciò che ti eri impegnato a divenire. Hai tradito l’impegno, hai tradito i tuoi sogni, i tuoi obiettivi, in favore di qualcosa che, in via del tutto naturale e priva di riflessioni alienanti, si è rivelata molto più alla portata delle tue capacità e della tua fortuna. Oggi sei una persona che dieci anni fa ti eri promesso che non saresti mai diventata. E’ probabile che fra dieci anni sarai una persona peggiore di chi oggi vorresti diventare. Non è pessimismo. E’ desiderio di elevazione, è voglia di trascendenza. E’ il bisogno di ciascun essere umano di sentirsi in pace con sé stesso, la propensione verso ciò che è sogno, il naturale, vano tentativo di afferrare ciò che non hai la capacità di afferrare. E questo è del tutto normale.
Oggi non sei questo solo per influenza di ciò che è esterno. Non può limitarsi tutto ad un’influenza, se credevi sul serio in qualcosa. Sei qui perché è stato più naturale, è stato un cammino su binari, in cui un binario era la tua fortuna, l’altro la tua forza interiore. Bastava che uno dei due vacillasse una sola volta nel corso degli anni, per portarti a deragliare e condurti chissà dove.
Dove sei?

Il bushido è quanto di più necessario oggi possa esistere, il messaggio che solo l’acqua sa comunicare è un tramite potente fra ciò che siamo e ciò che forse dovremmo essere.
Io non sono stato in grado di mantenermi sulla via giusta.
E in effetti tutto questo è accaduto molto tempo fa.

Nonostante il disprezzo. Nonostante l’odio.

October 20

un banchetto

In abissi senza voce
le serve della coscienza,
gelide lame di rosso calore assetate,
trapassano speranze.

April 03

Therein

Più o meno è stata una voce angosciante, straziante, che urlava lacerando la gola, a perdifiato “It’s around you, it’s around you”. Non so se stessi dormendo o meno, ma non credo faccia molta differenza. Da sveglio ho perso i miei buoni 20/30 secondi a riprendermi dal rincoglionimento prima di capire di cosa cazzo stesse parlando.
E’ come se avessi molto più tempo per me adesso. Il 16 marzo ha rappresentato moltissimo per me, forse è lì che ho tagliato del tutto i ponti, voltato veramente pagina. E come al solito, come d’abitudine per dario, cambiamenti radicali, che non ammettono spazio per quello che era. Tra lavoro, chitarra, voce, arti marziali, palestra, il suono di questa musica, le accelerazioni della mia 155, finalmente è silenzio. Ed è silenzio perché sono fuori da questa mente, amo nelle mie note, piango nel mio growl, odio nel mio kiai. E’ una mente per la quale è rimasto davvero poco spazio, e per la quale lo spazio sarà sempre meno. Non è passato molto, ma la botta è arrivata, e l’ho presa in pieno. Ora ho modo di tastare ciò che si sta sgretolando, giorno per giorno, indipendentemente da ciò che mi accade intorno.
Fino a pochi mesi fa mi trovavo davvero a disagio in quel tipo di locale tamarro, da sfasciati, in mezzo ai cazzo di comunisti o a coglioni con capello pisciato davanti agli occhi, voce pronta a tradire un accento da “ragazzino del borgo” che strappa un sorriso di compassione. E mai mi sarei sognato di provare disagio fisico a stare in un posto opposto, così simile a chi ero, tante ragazze carine, tutte sistemate, femminili e perfette per la serata, con i loro capelli a metà fra l’emo e lo yeye, la loro felpa prada, la borsetta che sbrilluccica e una nocciolina al posto del cervello.
Omologazione totale, anticonformismo per partito preso, anarchia senza cognizione, fascismo per la propria impossibilità di controllare la vita, comunismo in nome di valori di nessuno. Queste le opzioni.
Gente gente gente, tante persone, tutto molto bello.
Però poco stimolante per i miei gusti personali, devo dire.
Si trovasse qualcuno abbastanza intelligente da chiudere quella cazzo di bocca e stare per un attimo a sentire senza usare orecchie, a dialogare usando le emozioni, gli occhi, le sensazioni. Forse è chiedere troppo, o magari è accettabile, il tempo me lo saprà dire sicuramente. Ma ad oggi, al di là dello sbandamento successivo al mio errore di gioventù (che è durato i suoi begli anni purtroppo), la mia scommessa è vinta. Vediamo quanto sono bravo a proseguire così adesso, vediamo quanto onore ho recuperato.
Prendiamo tempo per assicurarci che qualcosa sia vera, reale, solo per accorgerci che in quel frangente di tempo le cose sono cambiate. Le cose cambiano, lo vedo, me ne accorgo, ma pare che solo per me il cuore resti uguale, nonostante si modifichi tutto ciò che si trova intorno al mio centro. O almeno, fino ad oggi le mie esperienze non mi portano a poter dire il contrario, chiaramente mi auguro di essere in errore.
Investire molto in qualcuno e venirne fottuti, pare sia una cosa comune, ed ogni caso è differente dall’altro, singolo, unico. Chiudersi, rendere di ghiaccio i propri cuori, blindarsi e barricarsi dietro sé stessi, mascherarsi con facce che non sono la propria. Basta.
Ridurre tutto a razionalità per avere la sicurezza non risolve nulla. Lanciarsi in qualunque cosa ci dia la parvenza di essere quella giusta non risolve nulla. Chiudersi dentro sè e buttare via la chiave non risolve niente. Arenarsi dietro qualcuno che non vale tanto quanto tu ritieni che valga ed a cui sei legato per inerzia è da vigliacchi.
Saper ascoltare, si limita tutto a questo. E, senza sporcarsi, non avere paura di tentare, lanciarsi, abbandonarsi totalmente a ciò che hai dentro, se sai che è vero e che rimarrà sempre tale a meno che non venga rigettato dall’altra parte.
Di rialzarsi vale sempre la pena.

December 27

I put my trust in you

Sempre e costantemente un numero imprecisato di maschere.

Nascondere  o soffocare dentro se’ sensazioni, stati d’animo o pensieri diviene la prassi. Magari a volte e’ poco conveniente tirar fuori determinate parti di se con gli altri. Personalmente, molto piu’ spesso semplicemente non mi sento di condividere quello che ho dentro con altre persone, e qui arriva la modalita’ riccio. Blindarsi all’interno di un guscio, rinchiudersi dentro una propria e personalissima bolla sa essere una soluzione, un metodo per proteggersi dal menefreghismo, dalla banalita’ e della totale omologazione esterna che determina e giudica cio’ che e’ giusto e cio’ che e’ sbagliato.

Ho notato che i temperamenti tendono ad ogni modo a modificarsi nel tempo, come tutto del resto. A fasi emo/depressive se ne alternano altre basate esclusivamente su rabbia e furore, che lasciano ancora il posto a barlumi di speranza che mi portano a voler credere, a voler dare ancora fiducia. L’elemento divertente e’ che questi momenti non sono separati, ma tendono ad accavallarsi gli uni sugli altri, sommandosi o sottraendosi a vicenda, creando un miscuglio che va a sintetizzare un malessere ed una voglia di redenzione che sono singoli, sono unici, sono del tutto individuali e forse impossibili da comprendere per chiunque altro.

Sono partito da un sogno grandissimo e meraviglioso. Con il tempo e con le esperienze ho fatto conto sia con quelli che sono i miei limiti, sia con quelli che sono i limiti altrui, sia con quelle che sono le diversita’ intercorrenti fra me e il resto. Andando avanti ho ritenuto risolutivo arrivare a determinati compromessi, sacrificando parte di quel sogno per andare incontro a quello che la realta’ puo’ effettivamente e concretamente offrire. Questo e’ il punto in cui attualmente mi trovo, eppure e’ come se non condividessi me stesso. Sensazione di amaro in bocca, di aver perso la partita piu’ importante della mia vita, di aver rinunciato.

Va veramente bene cosi’?

Vedi eli, questo vissuto mi ha piu’ volte dimostrato che fidarsi di qualcuno sia estremamente stupido, dato che comunque alla fine potrai fare affidamento solo su te stesso e dato che dopo un periodo di tempo piu’ o meno lungo quel qualcuno verra’ inevitabilmente a mancare. E’ ovvio quindi che fidarsi ed esporsi per poi finire feriti (a volte anche in maniera terribilmente dolorosa) e’ quanto meno discutibile. La soluzione e’ la chiusura, lo smettere di fidarsi, il camminare a passo lento in una vita concentrandosi su aspetti magari non marginali, ma sicuramente nemmeno determinanti come il sogno, come l’obiettivo che ti eri prefisso di raggiungere. In parole povere le scottature creano inaridimento (o “maturazione” se vogliamo), e ti fanno vedere che anche quello che per te era un arcobaleno sa essere in bianco e nero.

A volte capita di avere la sensazione che un’altra persona condivida determinati tuoi modi di vedere cose importanti, maniere di vivere alcuni sentimenti profondi, capita di sentire un’affinita’. In genere ( o almeno fino ad oggi ), con il tempo ci si rende conto che la sensazione originaria era sbagliata, totalmente sbagliata, e che probabilmente per natura cerchiamo sempre di vedere quello che vogliamo vedere, cio’ di cui abbiamo bisogno, anche se questo magari non corrisponde a verita’. Ovvio che poi questa diventi una ulteriore delusione che va ad arricchire il tuo gia’ corposo curriculum, facendo tra l’altro sempre piu’ male, dato che di volta in volta lo sforzo per dare fiducia e’ sempre maggiore. Sentirsi traditi nonostante le tenerezze, gli occhi sinceri, le parole, nonostante i “ti amo”, nonostante i “per sempre”, fa davvero male, un male che nessuna parola sarebbe mai capace di far comprendere.

Ma come tu mi insegni “never is a promise and I’ll never need a lie”.

Si spera sempre in un miglioramento, ma crederci sul serio diventa ogni giorno piu’ difficile.

September 20

Frozen waves

Ci sono cosi' tante cose che vorrei dirti.
Ci sono cosi' tante cose che mi piacerebbe raccontarti, eppure non posso farlo. 
 
Simile ad una nave che sia stata privata della sua stella guida. Destinata a farsi trascinare dalle onde, per andare a infrangersi su scogli di ghiaccio, affilati, inevitabili.
Perche' se all'improvviso perdi sia la luce che il tuo punto di riferimento, da solo non potrai arrivare dove dovevi.
E cerchi di non affondare, che altro puoi fare? Tenti di sopravvivere, isolato da pareti di vento gelido, da un pavimento che inghiotte, da un cielo di tempesta.
Perche' io ti ho mentito.
Perche' in realta' tutto cio' che dario sa fare ora e' continuare ad aspettare che la tempesta vada via, pregando ogni notte di poter rivedere la stella.
Per riprendere a muoversi verso di essa, guidato da quella luce, guidato da questo amore.
August 04

10 (dieci)

Su note che non so scrivere, silvi. 
Su note che non so scrivere.
 

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chi mi ha lasciato un segno indelebile nella mia vita, nel bene e nel male... e in ordine cronologico.

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