January 13
Fissare la
legna che brucia può in effetti provocare sensazioni molto diverse in chi
osserva. Questa propensione verso l’alto, questa incapacità di raggiungerlo, di
elevarsi, così ben affrescata in Ghost in the Shell. I limiti della
singolarità. I vantaggi dell’assenza dell’ego.
Alle
fiamme dovrebbe essere data la libertà di essere nere, qualora lo
desiderassero.
E
probabilmente per chi crede è più facile trovare una motivazione valida al
costante verticalismo che contraddistingue chi non si è ancora spento.
Il normale è rodato. Le sorprese che puoi aspettarti dalla normalità sono
circoscritte, si trovano all’interno di una circonferenza che delinea con
fredda e lucidissima perfezione il confine tra banalità e follia. Forse è come
la morte, un confine che, una volta varcato, non ti permette più di porti il
problema, non ti concede un raffronto fra ciò che sei e ciò che eri, fra ciò
che volevi e ciò che hai ottenuto. Un passo che probabilmente non ci si rende
nemmeno conto di compiere, convinti di trovarsi dall’altra parte per chissà
quanto tempo ancora, certi di un’individualità che, silenziosamente, senza
dirti nulla, si separa da ogni residuo di nobiltà che eri riuscito a preservare.
E questo non lo vedi.
Perché hai odiato e disprezzato tutto il resto troppo a lungo, per poter vedere
che adesso il resto sei tu. Sei diventato diverso, profondamente diverso da ciò
che ti eri impegnato a divenire. Hai tradito l’impegno, hai tradito i tuoi
sogni, i tuoi obiettivi, in favore di qualcosa che, in via del tutto naturale e
priva di riflessioni alienanti, si è rivelata molto più alla portata delle tue
capacità e della tua fortuna. Oggi sei una persona che dieci anni fa ti eri
promesso che non saresti mai diventata. E’ probabile che fra dieci anni sarai
una persona peggiore di chi oggi vorresti diventare. Non è pessimismo. E’
desiderio di elevazione, è voglia di trascendenza. E’ il bisogno di ciascun
essere umano di sentirsi in pace con sé stesso, la propensione verso ciò che è
sogno, il naturale, vano tentativo di afferrare ciò che non hai la capacità di
afferrare. E questo è del tutto normale.
Oggi non
sei questo solo per influenza di ciò che è esterno. Non può limitarsi tutto ad
un’influenza, se credevi sul serio in qualcosa. Sei qui perché è stato più
naturale, è stato un cammino su binari, in cui un binario era la tua fortuna,
l’altro la tua forza interiore. Bastava che uno dei due vacillasse una sola
volta nel corso degli anni, per portarti a deragliare e condurti chissà dove.
Dove sei?
Il bushido
è quanto di più necessario oggi possa esistere, il messaggio che solo l’acqua
sa comunicare è un tramite potente fra ciò che siamo e ciò che forse dovremmo
essere.
Io non
sono stato in grado di mantenermi sulla via giusta.
E in effetti tutto questo è accaduto molto tempo fa.
Nonostante il disprezzo. Nonostante l’odio.