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January 22 SoldatiPer tutti quelli ke sono stati sempre perseguitati nella loro vita, che si sono sempre sentiti fuori posto, lontani dalla propria eta’, lontani dal proprio tempo, lontani da chi gli sta intorno. Per chi ha voluto credere nei sogni, per chi ha sinceramente consacrato ad essi la propria nobile esistenza, per chi ha combattuto fino alla morte per cio’ in cui credeva. Per tutti quei bambini che sono rimasti a giocare finche’ il sole non e’ per sempre tramontato sulle loro piccole e dolcissime esistenze sognatrici. Grazie.
Dovrei essere il soldato che non mostra mai debolezze, titubanze, fermo e inamovibile nella sua compostezza perfetta, senza mai far vedere il dolore, il peso della sofferenza che lo lacera. Dovrei cercare di essere un esempio per quelli come me; dare una motivazione, dirgli ke va tutto bene, ke ce la possiamo fare. Perche’ devi essere un capo, lasciando ke le critiche del mondo diverso da te ti scivolino addosso, come pioggia su un impermeabile; essere forte per ki ha deciso di credere, regalare un po’ della tua forza per sostenerli, per non farli perdere, per non farli crollare, battendoti per farli restare in piedi, stringendo i denti, con i pugni chiusi, afferrando cio’ ke di pulito e nobile riesci a trovare in questo mondo, perche’ e’ quanto di piu’ raro questo stesso mondo abbia da offrire, come le eccezioni ke confermano le regole. E non dovresti permetterti di perderne nemmeno uno di questi fiori rarissimi, perke’ sbocceranno solo per brevi istanti, poi il vento, la pioggia e il sole li faranno appassire, e diverranno terra, unendosi a tutto il resto. Cogli quel fiore e salvalo, perche’ ogni fiore e’ piu’ o meno debole e vive di sogni. Se hai la forza, se sei un soldato, dai quel sogno e quell’energia perche’ i petali non appassiscano mai. C’e’ una linea ke non va oltrepassata, e tanti finiscono dall’altra parte, perke’ e’ piu’ facile, perke’ e’ meno doloroso. Ho speso cosi’ tante energie e adesso sono onestamente esausto, dopo aver perso la mia battaglia piu’ grande. Ma sono rimasto in piedi, ferito per sempre ma ancora in piedi. Passo dopo passo, cadendo e rialzandomi, strappato e lacerato come un vecchio foglio di carta, morto e resuscitato migliaia di volte. E sono ancora qua, piu’ amaro e cattivo ogni giorno che passa, con occhi a fissare nemici fatti di indifferenza, con dita a sfiorare un angelo dalle ali strappate. January 10 bambini morentiXke’ veniamo feriti, nomi e persone svaniscono in brevi, agghiaccianti istanti, momenti in cui qualcosa di oscuro fa si’ ke tu resti in piedi, ottieni le gambe in cambio dei nervi, desideri di distruzione e di annientamento, il potere del fuoco ke incenerisce, lasciando nient’altro ke polvere, di uomini, donne, sentimenti ke attendevano il tuo permesso prima di permettersi di sbocciare. Una cenere pronta a volar via al soffio piu’ leggero, cristallo e specchio di una fragilita’, una paura e un’ insicurezza ke devastano gli animi affamati di sogni, di favole, desiderosi di credere. Stabilita’, nel presente e nel futuro, o in nessun momento di quest’esistenza, concetto astratto e avulso dal reale imposto, fatto di carne, di vetro e di lacrime mai sufficienti per dire quanto stai male. Till my last breath, si, fino al mio ultimo respiro, un respiro ke stava smettendo di essere in marzo, per scelta, per consapevole decisione e per frustrazione. Non piu’, finche’ questo male scorre, capace da solo di far battere un cuore, di tenere in vita un corpo, di frustare un bimbo impaurito ke vorrebbe solo scappare. E ki o cosa sei tu… Forse solo uno ke si erge con la spada infranta, dalla piu’ profonda disperazione.
Sulla mia strada. |
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